Il nostro impegno
ZML Industries punta alla neutralità carbonica delle emissioni dirette ed energetiche (Scope 1 e 2) entro il 2050, con il 2023 come anno di riferimento. In due anni abbiamo già ridotto queste emissioni del 33%.
Produciamo a Maniago (PN) getti in ghisa, pressofusi in alluminio e filo di rame smaltato, con una capacità di circa 60.000 tonnellate l'anno. Siamo parte del Gruppo Cividale. Come azienda ad alta intensità energetica, sappiamo che la transizione passa soprattutto da come fondiamo i metalli e da quale energia usiamo.
Il piano è in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e si inserisce nel sistema di gestione integrato qualità, ambiente e sicurezza, con l'obiettivo di portare i temi ESG nella governance aziendale.
Da dove partiamo
Nel 2023 ZML ha emesso 146.957 tonnellate di CO₂ equivalente. Il calcolo segue la norma UNI EN ISO 14064-1:2019 ed è stato verificato da RINA.
| Fonte delle emissioni | tCO₂e 2023 | Quota |
| Scope 1 – dirette (gas naturale, coke, gasolio, gas refrigeranti) | 14.416 | 9,8% |
| Scope 2 – energia elettrica acquistata | 34.132 | 23,2% |
| Scope 3 – trasporti e pendolarismo | 6.592 | 4,5% |
| Scope 3 – materie prime, lavorazioni esterne, rifiuti e altri beni acquistati | 91.817 | 62,5% |
| Totale | 146.957 | 100% |
Oltre il 60% delle emissioni nasce lungo la catena di fornitura, soprattutto dalla produzione dei metalli che acquistiamo. Le emissioni che controlliamo direttamente, Scope 1 e 2, valgono circa un terzo del totale e sono il fulcro del piano.
Obiettivi e risultati
Nel 2025 abbiamo già ridotto di un terzo le emissioni. Il merito è soprattutto della fusione elettrica, che ha permesso di ridurre le emissioni dirette del 47%, della produzione di energia elettrica con impianto fotovoltaico (13%) e dell’acquisto di energia rinnovabile (17%).
Cosa stiamo facendo
Il piano 2023–2027 si basa su quattro leve: elettrificazione dei processi, produzione e acquisto di energia rinnovabile, riduzione dei consumi e interventi sulla catena di fornitura.
| Intervento | Anno | Effetto atteso |
| Fonderia ghisa: forno a cubilotto a coke sostituito da 4 forni elettrici a induzione | 2023–2024 | Coke eliminato; Scope 1 circa −50% |
| Produzione di EE con impianto fotovoltaico da 8,37 MW a Maniago (dal 2025) | 2025 | 13% di elettricità rinnovabile; Scope 2 circa −13% |
| Acquisto di Garanzie di Origine (dal 2024) | 2024-25 | 17% di elettricità rinnovabile; Scope 2 circa −17% |
| Carrelli elevatori elettrici con batterie al litio | 2026 | Circa 90.000 litri di gasolio in meno l'anno |
| Forni elettrici per la colata dell'alluminio al posto dei forni a gas | 2027 | Meno gas naturale, processo più controllabile |
Per lo scope 3 l’obiettivo di riduzione prevede l’incremento d'uso di metalli riciclati (compatibilmente con i requisiti di qualità), la riduzione dei rifiuti prodotti e l’incremento della quota di questi avviata al riciclo; saranno inoltre privilegiati i fornitori che misurano la propria impronta di carbonio.
Le tappe verso il 2050
Le azioni previste per i periodi successivi saranno integrate nei piani industriali quinquennali, con investimenti e obiettivi misurabili rispetto al 2023.
- 2028–2032 – Efficienza e rinnovabili (−50%). Efficientamento degli impianti, eliminazione degli sprechi energetici, riduzione del gas nella fusione dell'alluminio, più energia rinnovabile e flotta aziendale elettrica.
- 2033–2040 – Uscita dai combustibili fossili nei processi (−75%). Fusione dell'alluminio completamente senza combustibili fossili, elettrificazione dei servizi aziendali e incremento della quota di energia rinnovabile.
- 2041–2050 – Net Zero. 100% di energia rinnovabile ed eliminazione delle ultime fonti fossili. Le sole emissioni di processo non eliminabili saranno compensate con crediti di carbonio, sempre dopo aver ridotto tutto ciò che è tecnicamente possibile.
Come misuriamo i progressi
Ogni anno ricalcoliamo l'inventario delle emissioni con la stessa metodologia e lo confrontiamo con il 2023, a parità di produzione. Una procedura interna, conforme alla ISO 14064-1, fissa i confini di calcolo, la raccolta dei dati e il loro miglioramento nel tempo.
I risultati servono a verificare il piano e, se necessario, ad aggiornarlo nel piano industriale successivo. Gli obiettivi possono evolvere con le tecnologie, i volumi e il mix energetico, ma il riferimento resta il 2023.